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Torna indietro    da "REDAZIONE EPAS" del 22/01/2018

Il boom delle domande Rei in pochi giorni è un segnale di aiuto delle famiglie
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Le oltre 75mila domande arrivate all’Inps in un mese sono il segnale che, purtroppo, ancora troppe famiglie vivono in uno stato di povertà e, se da una parte il Rei potrebbe veramente offrire un aiuto concreto, dall’altra non fa altro che mostrare tutta la drammaticità di una situazione da cui il nostro Paese fatica ad uscire. La misura, introdotta con il decreto legislativo 15 settembre 2017, n. 147, emanato in attuazione della legge-delega 15 marzo 2017 con decorrenza dal 1° gennaio 2018, è stata salutata positivamente dai cittadini, al punto tale da far registrare delle lunghe file presso gli uffici comunali sin dal primo giorno di presentazione, ossia il 1° dicembre 2017.

Non possono sicuramente far gioire i primi numeri in merito alle richieste inoltrate all’Inps dal 1° dicembre 2017 al  2 gennaio 2018, ma almeno riescono a dare una fotografia istantanea, meglio di qualsiasi sondaggio, sulla distribuzione della ricchezza in Italia. Come sempre, le Regioni che fanno da capofila sono quelle del Sud, in particolare al primo posto si piazza la Campania, con 16.686 domande presentate, seguita dalla Sicilia con 16.366 e dalla Calabria con 10.606 richieste. Finora la Lombardia e il Lazio hanno registrato poco più di 5.000 domande, mentre i cittadini meno bisognosi, a quanto risulta, sarebbero i residenti nelle Province autonome di Trento e Bolzano e anche i pugliesi che hanno potuto usufruire del reddito di dignità. 
I richiedenti, ossia cittadini italiani, comunitari o extracomunitari con permesso di lungo soggiorno residenti in Italia da almeno due anni al momento di presentazione della domanda, potranno beneficiare dell’assegno per un periodo massimo di 18 mesi, l’importo naturalmente sarà ridotto qualora si percepisse anche la mensilità relativa al Sostegno per l’inclusione Attiva.

L’auspicio è quello di poter assistere, nei mesi a seguire, ad un decremento delle richieste e ad un aumento dell’occupazione giovanile e reinserimento lavorativo degli over 50, - afferma il Presidente Nazionale dell’Epas, Denis Nesci -  solo incentivando le aziende all’assunzione si potrà davvero restituire dignità agli italiani”.       


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