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Benefici Contributivi Agricoli 2025: guida ai requisiti e alle procedure di validazione

da "REDAZIONE EPAS" del 10/02/2026

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Le istruzioni della circolare INPS n. 13/2026 sui benefici del "Trascinamento di Giornate" per i lavoratori agricoli in caso di calamità. Scadenza fissata al 24 febbraio 2026.

Con la circolare n. 13 del 5 febbraio 2026, l’INPS ha fornito le istruzioni operative per l’applicazione, ai fini contributivi e assistenziali, del beneficio del cosiddetto “Trascinamento di giornate” riferito all’anno 2025, previsto dall’articolo 21, comma 6, della legge n. 223/1991.
Il documento ricorda le condizioni di accesso al beneficio per i lavoratori agricoli a tempo determinato, nonché gli adempimenti richiesti alle aziende agricole e alle Strutture territoriali dell’Istituto ai fini della corretta compilazione degli elenchi nominativi annuali.
Le indicazioni sono di particolare rilievo per i datori di lavoro agricoli operanti in territori colpiti da calamità naturali o eventi eccezionali e per i consulenti che li assistono nella gestione degli obblighi previdenziali, poiché incidono direttamente sull’iscrizione negli elenchi anagrafici dei braccianti agricoli per l’anno 2025.

1) Trascinamento giornate in Agricoltura: Requisiti per il riconoscimento
Il meccanismo cd. del "Trascinamento di giornate" consente il riconoscimento di giornate lavorative supplementari, ai fini previdenziali e assistenziali, per i lavoratori agricoli a tempo determinato che abbiano prestato attività per almeno cinque giorni presso un’impresa agricola colpita da calamità naturali o eventi eccezionali.
Il beneficio, volto a garantire la stessa copertura assicurativa dell'anno precedente, si applica anche a piccoli coloni e compartecipanti familiari delle aziende colpite.
Per accedere al beneficio, i lavoratori devono essere stati impiegati per almeno cinque giornate presso un’impresa agricola (di cui all’art. 2135 c.c.) che:

  • abbia beneficiato di interventi previsti dalla normativa sulle calamità naturali (D.Lgs. 102/2004), inclusi gli eventi eccezionali compresi nel Piano assicurativo agricolo annuale;
  • ricada in un'area ufficialmente dichiarata calamitata dalle Regioni tramite apposita delibera o decreto di delimitazione.

L'integrazione delle giornate avviene rapportando il numero di giornate lavorate nel 2025 a quelle svolte presso i medesimi datori di lavoro nell'anno 2024, nel limite massimo complessivo di 270 giornate annue.

2) Trascinamento giornate in Agricoltura: adempimento e scadenza
Dal punto di vista operativo, la circolare distingue chiaramente gli adempimenti a carico delle aziende agricole e quelli demandati alle Strutture territoriali INPS.

  • Adempimenti per le aziende (OTD): le aziende interessate devono trasmettere esclusivamente in modalità telematica la dichiarazione di calamità, utilizzando il servizio “Aziende agricole: Dichiarazione calamità”, disponibile sul sito INPS. La dichiarazione deve fare riferimento alle aree effettivamente delimitate dalle Regioni. L'Istituto effettuerà controlli di coerenza con i flussi Uniemens/PosAgri trasmessi mensilmente;
  • Adempimenti per piccoli coloni e compartecipanti (PC/CF): in questi casi, la richiesta non avviene tramite procedura telematica.
  • I concedenti sono tenuti a trasmettere alle Strutture territoriali INPS (esclusivamente via PEC) il modulo SC95, reperibile nella sezione “Moduli” del sito istituzionale.

Le scadenze fondamentali:

  • 24 febbraio 2026: termine ultimo per l'invio delle dichiarazioni di calamità e dei modelli SC95 per consentire la validazione delle istanze;
  • 6 marzo 2026: data entro cui le Strutture territoriali INPS devono completare le operazioni di istruttoria tramite la procedura interna “DDC-Dichiarazioni di Calamità”. L’operatore verifica la coerenza dei dati con le delibere regionali e procede all’approvazione o al rigetto (che deve essere sempre motivato);
  • 31 marzo 2026: pubblicazione degli elenchi nominativi annuali 2025. Il rispetto dei termini è essenziale per garantire l'inserimento corretto dei dati ed evitare ritardi nell'erogazione delle prestazioni assistenziali (es. disoccupazione agricola).