Parità di trattamento: al via il recepimento delle Direttive UE
da "REDAZIONE EPAS" del 13/02/2026
L'approvazione dello schema di decreto legislativo di attuazione delle Direttive UE 2024/1499 e 2024/1500 introduce standard minimi di indipendenza per gli organismi di garanzia e proietta l'ordinamento verso un nuovo modello di vigilanza operativa dal 2027.
Il panorama della previdenza e del diritto del lavoro italiano si appresta a vivere una trasformazione profonda. Con l’approvazione preliminare dello schema di decreto legislativo deliberata nella seduta dell'11 febbraio 2026 (rif. Comunicato n. 161 della Presidenza del Consiglio), il Governo ha dato ufficialmente il via al recepimento delle Direttive (UE) 2024/1499 e 2024/1500. Non si tratta di un semplice adeguamento formale, ma di una vera e propria riscrittura delle regole del gioco per quanto riguarda l’eguaglianza nel mondo del lavoro e della sicurezza sociale.
Un nuovo orizzonte per la sicurezza sociale e l'impiego
Il provvedimento armonizza il quadro normativo interno agli standard minimi UE e definisce con precisione i campi d'intervento dei nuovi organismi per la parità. In particolare, il principio di parità di trattamento viene declinato secondo una struttura multidimensionale:
L'obiettivo cardine del provvedimento è la certezza che ogni individuo possa godere di un trattamento imparziale, così da neutralizzare ogni forma di discriminazione nell'accesso alle tutele e alle opportunità professionali.
Il nodo dell'indipendenza: dagli uffici alle Authority
La vera sfida lanciata dal legislatore europeo riguarda l’efficacia degli strumenti di controllo.
Nello specifico, il decreto stabilisce requisiti vincolanti di indipendenza, autonomia e adeguatezza delle risorse per gli organismi nazionali competenti. Per migliorarne l’efficacia operativa, vengono fissati standard minimi di funzionamento che puntano a rafforzare l’applicazione del principio di parità di trattamento nel quotidiano.
Garantire che chi vigila sulle discriminazioni disponga di risorse proprie e non sia soggetto a vincoli gerarchici significa fornire ai lavoratori e alle aziende un interlocutore autorevole. In questo senso, il decreto trasforma la parità da valore etico a requisito operativo vincolante, essenziale per la moderna gestione delle risorse umane.
Verso il 1° gennaio 2027: nasce l'Autorità per la Parità
Il passaggio più significativo del provvedimento è l’istituzione di un nuovo Organismo per la parità, configurato come una vera e propria Autorità amministrativa indipendente. Questo ente, che inizierà a operare dal 1° gennaio 2027, godrà di:
Questa struttura permetterà di monitorare con imparzialità le dinamiche occupazionali e sociali. Per le aziende e per i professionisti della consulenza, la nascita di questa Authority segna l’inizio di una nuova era di trasparenza e certezza del diritto nel campo della previdenza e del lavoro.