Incentivi all'occupazione: il decreto Milleproroghe conferma i Bonus Donna, Giovani e ZES per il 2026
da "REDAZIONE EPAS" del 20/02/2026
Il sistema delle politiche attive del lavoro riceve una conferma fondamentale per i prossimi mesi grazie all'approvazione di un emendamento, inserito nel contesto del decreto Milleproroghe, attraverso il quale il Governo assicura la piena continuità degli esoneri contributivi introdotti originariamente dal Decreto Coesione. Questa decisione garantisce un supporto costante alle imprese e offre, contemporaneamente, una maggiore stabilità ai percorsi di inserimento lavorativo per le categorie che incontrano storicamente più ostacoli all'interno del mercato del lavoro nazionale.
L'intervento non deve essere interpretato come una semplice estensione tecnica dei termini temporali, poiché riflette una precisa scelta politica volta a stabilizzare gli strumenti di sostegno all'occupazione. L'obiettivo principale, infatti, risiede nel favorire la creazione di posti di lavoro duraturi e nel ridurre progressivamente i divari territoriali e di genere che ancora caratterizzano profondamente il tessuto produttivo italiano.
Il nuovo calendario delle agevolazioni contributive
L'emendamento interviene con la ridefinizione delle scadenze degli esoneri previsti dagli articoli 22, 23 e 24 del Decreto-Legge n. 60/2024, differenziando i termini di validità in base alla tipologia di intervento e alla differente programmazione delle risorse finanziarie stanziate:
Il Ministro del Lavoro, Marina Calderone, ha dichiarato in proposito che il sostegno ai giovani, alle donne e ai territori del Sud costituisce una priorità strategica per l'azione di Governo e che la proroga permette di sfruttare appieno l'efficacia di questi strumenti, sempre nel rispetto dei limiti di bilancio attuali.
I requisiti tecnici e l'incremento occupazionale netto
L'agevolazione mantiene il riconoscimento nella misura massima del 100% dell'esonero contributivo; tuttavia, la sua applicazione pratica non avviene in modo automatico, poiché il fulcro normativo dell'intera misura risiede nel rispetto rigoroso del requisito dell'incremento occupazionale netto.
Questa specifica condizione impone ai datori di lavoro l'onere di dimostrare che ogni nuova assunzione generi un aumento effettivo della forza lavoro complessiva rispetto alla media calcolata sui dodici mesi precedenti.
La norma si propone, quindi, di premiare esclusivamente la crescita reale del personale ed evita che gli incentivi statali vengano utilizzati per la semplice sostituzione di lavoratori già presenti in organico, con l’effetto di trasformare il risparmio fiscale in un investimento sociale misurabile e concreto per l'intero sistema Paese.
Una scelta strutturale per il futuro del lavoro
La continuità di queste misure rappresenta una scelta strutturale che punta a semplificare il rapporto tra lo Stato e il sistema produttivo, poiché il futuro dell'occupazione in Italia passa necessariamente attraverso la riduzione del costo del lavoro e l'efficienza delle procedure burocratiche.
La sinergia tra le nuove piattaforme digitali e la consulenza qualificata dei professionisti garantisce che gli incentivi diventino un motore reale di crescita per le famiglie e per l'intera economia del Paese, in modo che nessuno dei beneficiari rimanga escluso dalle opportunità previste dalla legge.