Riforma della Disabilità. Cosa cambia per gli Ultrasettantenni dal 1° giugno 2026.
da "REDAZIONE EPAS" del 28/04/2026
La riforma della disabilità è stata attuata dal Consiglio dei Ministri Consiglio dei Ministri, seguendo le indicazioni fornite con la legge delega n. 227/2021 emanata nel contesto del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) – Riforma 1.1 della Missione 5, Componente 2 -, con l’obiettivo principale di garantire il riconoscimento della condizione di disabilità e dei relativi diritti civili e sociali, compreso il diritto alla vita indipendente e alla piena inclusione sociale e lavorativa, riformando l’attuale sistema normativo per renderlo maggiormente conforme a quanto disposto dalla Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità.
In particolare, le suddette disposizioni normative sono intervenute in linea con i principi stabiliti dalla normativa internazionale ed europea in materia di tutela e di inclusione sociale e lavorativa delle persone con disabilità, prevedendo l’adozione di due piani di riforma paralleli: la “Legge quadro per la disabilità” (d. lgs. n. 62/2024) e il “Sistema di interventi per gli anziani non autosufficienti” (d. lgs n. 29/2024).
La sperimentazione della nuova procedura di accertamento della disabilità di cui al d. lgs. n. 62/2024, è stata già avviata dall’Istituto a far data dal 1° gennaio 2025 e sarà definitivamente applicata su tutto il territorio nazionale dal 1° gennaio 2027, prevedendo l’accertamento di tutte le forme di invalidità (compresa la cecità, sordità e sordocecità) presso un'unica commissione medica istituita nelle sedi INPS territorialmente competenti. La novità introdotte dalla riforma prevedono che la valutazione di base avvenga a seguito dell’inoltro del certificato medico introduttivo, mentre ai fini del riconoscimento economico delle prestazioni, resta necessaria la compilazione dei dati socio economici da parte del Patronato.
Per quanto concerne invece le disposizioni di cui al d. lgs. n. 29/2024, l’INPS ha recentemente comunicato che il cuore della riforma, ossia la cosiddetta "valutazione multidimensionale unificata" — che avrebbe dovuto accentrare gli accertamenti degli over 70 nei Punti Unici di Accesso (PUA) presso le Case della Comunità l'accertamento per invalidità civile e servizi sociali — non entrerà a pieno regime immediatamente.
Infatti, secondo le prime indicazioni fornite, saranno applicate le seguenti scadenze:
Tuttavia, nelle more dell'attuazione integrale della riforma in esame, a far data dal 1° giugno 2026, ci sarà comunque una novità per gli anziani ultrasettantenni che dovranno presentare la domanda di invalidità civile. Infatti, per questa specifica fascia di popolazione, torneranno ad applicarsi le procedure "ordinarie" previste dalle leggi 104/92 e 118/71, anche nelle province che hanno già avviato la sperimentazione della riforma sulla disabilità di cui al d. lgs. n. 62/2024.
Nello specifico, l’esenzione riguarderà le persone anziane che hanno compiuto i 70 anni e che presentano congiuntamente i seguenti requisiti:
Come presentare la domanda dal 1° giugno 2026
Per evitare blocchi amministrativi in attesa dell'aggiornamento dei sistemi informatici, dal 1° giugno 2026 i suddetti cittadini ultrasettantenni dovranno seguire l’iter tradizionale per il riconoscimento dell’invalidità e della condizione di handicap, il quale prevede come di consueto i passaggi di seguito descritti.
Pertanto, la suddetta deroga sarà particolarmente significativa per città come Milano, Roma, Torino, Palermo, Salerno, Firenze, e in molte altre province dove la sperimentazione della riforma generale sulla disabilità è già in corso. Quindi, per gli over 70 residenti in questi territori, il legislatore ha deciso di tornare al binario procedurale dell'invalidità civile tradizionale. Diversamente, nelle restanti province non interessate dalla sperimentazione, le procedure vigenti continueranno a essere applicate a tutti i cittadini, indipendentemente dall'età, ma comunque fina alla data del 31 dicembre 2026, stante l’applicazione dell’operatività della riforma su tutto il territorio nazionale dal 1° gennaio 2027.