Blog

indietro

Via alle istanze per la richiesta del Progetto di Vita Individuale e Personalizzato

da "REDAZIONE EPAS" del 01/09/2026

img

La Riforma della disabilità, avviata con Decreto Legislativo n.62/2024, ha previsto uno strumento di programmazione rivolto alle persone con disabilità, che sono residenti nelle province interessate dalla sperimentazione e che possiedono un certificato attestante la condizione di disabilità, o una certificazione ai sensi della n. 104/92 (ottenuta prima della riforma della disabilità).

Si tratta del Progetto di Vita Individuale e Personalizzato, ovvero di un piano personalizzato che pur non proponendosi di introdurre nuove prestazioni economiche rivolte ai beneficiari, si pone come strumento di coordinazione tra i vari sostegni previsti dalla normativa vigente, prendendo come punto di partenza la valutazione multidimensionale dell’individuo. Saranno, infatti, considerati quelli che sono i desideri e i bisogni propri della persona affetta da disabilità, per la cui realizzazione sarà richiesto il coinvolgimento di tutte le amministrazioni a tal fine preposte, onde evitare la frammentazione degli interventi.

Pertanto, il progetto di vita individuale prevede la preliminare effettuazione della valutazione multidimensionale del beneficiario, riferita non solo al suo stato patologico-sanitario, ma anche alla dimensione familiare, lavorativa e sociale, definendo insieme a lui di quelli che sono i suoi obiettivi di vita (come ad esempio lavorare, o fare sport e costruire relazioni). Contestualmente, saranno indicate anche le strutture pubbliche coinvolte nella realizzazione dell’intervento necessario al raggiungimento degli obiettivi (es. adattamenti dell’abitazione, supporti educativi, assistenza personale, …), nonché i tempi e le modalità di attuazione e di monitoraggio.

In attuazione del progetto stabilito dalle norme di legge, l’Istituto recentemente ha reso disponibile il servizio telematico SISDA, (ovvero Sistema Informativo Disabilità), utilizzabile per la presentazione delle istanze da parte dei cittadini muniti di SPID alle ATS del proprio comune di residenza (fermo restando comunque la possibilità di presentate le domande anche in forma libera presso i medesimi enti sopra specificati).

Pertanto, la domanda di Progetto di Vita potrà essere presentata da tutti coloro che sono residenti in una delle province soggette alla sperimentazione della nuova Riforma, che siano in possesso del nuovo certificato di disabilità rilasciato dall’INPS a seguito della valutazione di base da parte delle commissioni mediche dell’Istituto, ovvero anche di una certificazione ai sensi della legge n. 104/1992, ottenuta prima dell'entrata in vigore della riforma. Rimangono invece esclusi solamente gli ultrasettantenni non autosufficienti già titolari di indennità di accompagnamento.

Dunque, nello specifico, la suddetta platea interessata dovrà essere in possesso alternativamente di:

  1. Un certificato che attesti la condizione di disabilità ai sensi del decreto legislativo n. 62/2024, nel quale sia presente almeno una delle seguenti condizioni:
  • invalidità civile superiore al 33%;
  • residuo visivo non superiore a 1/20 a entrambi gli occhi o nell’occhio migliore, anche con eventuale correzione o residuo perimetro binoculare inferiore al 10%;
  • minorazione sensoriale dell’udito per sordità congenita o acquisita durante l’età evolutiva che abbia compromesso il normale apprendimento del linguaggio parlato, purché la sordità non sia di natura esclusivamente psichica o dipendente da causa di guerra, di lavoro o di servizio. In particolare, il deficit uditivo deve essere non inferiore a 75 decibel di media tra le frequenze 500, 1000 e 2000 hertz nell’orecchio migliore acquisito entro il dodicesimo anno d’età;
  • necessità di sostegno almeno di livello lieve ai sensi dell’articolo 3, comma 2, della legge n. 104/1992;
  • per il minore: difficoltà persistenti a svolgere i compiti della propria età, o ipoacusia con una perdita uditiva superiore ai 60 decibel nell'orecchio migliore nelle frequenze di 500, 1000 e 2000 hertz;
  • per i soggetti ultra-sessantasettenni: difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni proprie della loro età almeno di tipo lieve (corrispondenti a un’invalidità compresa tra il 33,3% e il 66,6%).
  1. Una certificazione rilasciata ai sensi della legge n. 104/1992 prima della riforma della disabilità

 

Le Province in sperimentazione

Le province in cui è stata avviata la sperimentazione e i cui residenti sono coinvolti sono:

  • dal 1° gennaio 2025: Brescia, Catanzaro, Firenze, Forlì-Cesena, Frosinone, Perugia, Salerno, Sassari, Trieste;
  • dal 30 settembre 2025: Alessandria, Genova, Isernia, Lecce, Macerata, Matera, Palermo, Teramo, Vicenza;
  • dal 1° marzo 2026: Chieti, Potenza, Cosenza, Crotone, Reggio Calabria, Vibo Valentia, Caserta, Bologna, Rimini, Piacenza, Ravenna, Pordenone, Udine, Roma, La Spezia, Savona, Bergamo, Como, Milano, Mantova, Pavia, Sondrio, Ancona, Ascoli Piceno, Campobasso, Asti, Cuneo, Torino, Brindisi, Cagliari, Caltanissetta, Catania, Messina, Arezzo, Massa Carrara, Terni, Treviso, Venezia, Verona.

 

La domanda

Le persone con disabilità (oppure i loro genitori in caso di minori, tutori, curatori o amministratori di sostegno delegati), in possesso di uno dei due certificati di disabilità (nuovo certificato di disabilità o Certificazione da legge 104/92) possono presentare l'istanza online con il servizio “SISDA, al percorso "Sostegni, Sussidi e Indennità" > "Per disabili/invalidi/inabili". Si rammenta comunque che, qualora si fosse impossibilitati a presentare l’istanza online, vi è sempre la possibilità di presentare la domanda in forma libera, e in qualsiasi momento di vita, direttamente presso il proprio Ambito Territoriale Sociale (ATS), o Ente indicato dalla normativa Regionale.

Tramite l'invio dell'istanza su SISDA, si autorizza l'INPS a trasmettere all’ATS di competenza del proprio Comune, o ad altro Ente individuato, sia la documentazione sanitaria (certificato definitivo di disabilità - verbale integrale/omissis - il questionario WHODAS) che i recapiti forniti dall’interessato.

Pertanto, una volta trasmessa l’istanza, l’operatore dell’ATS potrà accedere alla pagina di dettaglio dall’elenco delle domande, visualizzando i dati inseriti dall’interessato. Una volta concluso il procedimento per la predisposizione del progetto di vita, l’operatore registrerà l’esito, selezionando il pulsante "Conclusione del procedimento" e indicando una delle seguenti tipologie:

  1. Progetto di vita sottoscritto, nel caso in cui il progetto di vita sia stato elaborato e firmato dal richiedente. La selezione di questa motivazione consente la registrazione della data di definizione del progetto di vita.
  2. Rinuncia da parte del richiedente.
  3. Decesso, nel caso di decesso del richiedente.

A seguito della registrazione dell’esito del procedimento tramite il pulsante "Conclusione del procedimento", lo stato dell’istanza viene automaticamente aggiornato in "Chiusa".

L'idea della riforma è chiaramente quella di superare la logica per cui ogni amministrazione interviene separatamente e il progetto di vita dovrebbe diventare il documento di riferimento che coordina tutti gli interventi. Tuttavia, è opportuno sottolineare che, a fronte della normativa adottata, resta comunque da verificare quali saranno le effettive modalità attuative che saranno adottate dalle amministrazioni regionali, per realizzare in conreto quanto stabilito dalla legge, anche avendo riguardo alle risorse che verranno stanziate e che risulteranno disponibili.

Per ricevere assistenza, puoi rivolgerti alle Sedi del Patronato EPAS.