Novità sulla Previdenza complementare: dal 31 ottobre il contributo datoriale diventa portabile
da "REDAZIONE EPAS" del 03/09/2026
Il sistema della previdenza complementare consente ai lavoratori di costruire, attraverso l’adesione volontaria a una forma pensionistica privata, una pensione integrativa rispetto a quella erogata dall’INPS.
All’interno della posizione individuale presso il fondo pensione anziendale o privato possono confluire diverse componenti: il Trattamento di Fine Rapporto (TFR) maturando, i contributi versati volontariamente dal lavoratore e, quando previsto dalla contrattazione collettiva o da specifici accordi, il contributo aggiuntivo del datore di lavoro.
Proprio quest’ultimo dal 31 ottobre 2026 sarà interessato da una novità importante: la legge di bilancio 2026 ha modificato la normativa vigente stabilendo che il contributo datoriale diventerà portabile, permettendo al lavoratore di trasferire la propria posizione previdenziale senza perdere il diritto a tale contribuzione da parte dell’azienda, nel rispetto delle condizioni previste dalla nuova disciplina.
Il contributo datoriale
Il contributo datoriale è una somma che il datore di lavoro versa a proprio carico nella posizione previdenziale complementare del dipendente. Il diritto a ricevere questo contributo non nasce automaticamente con l’instaurazione del rapporto di lavoro, ma dipende dalle disposizioni previste dal CCNL applicato, dalla contrattazione aziendale o territoriale oppure, in alcuni casi, da accordi individuali.
I contratti collettivi possono stabilire sia la percentuale della contribuzione a carico dell’azienda sia quella a carico del lavoratore e, generalmente, individuano anche il fondo pensione negoziale di riferimento. La misura del contributo varia quindi in base al contratto applicato. La quota media oscilla generalmente tra l'1% e il 2,5% della base imponibile e viene calcolata su una specifica base contributiva, che non necessariamente coincide con l’intera RAL, in quanto dipende dalle disposizioni contenute nel CCNL applicato.
Il contributo del datore di lavoro di norma confluisce nel fondo previsto dal CCNL, ma, se previsto da accordi aziendali, può essere versato anche in altri fondi. Ad ogni modo non viene versato automaticamente: per poterne beneficiare, il lavoratore deve rispettare le condizioni previste dalla disciplina applicabile, che generalmente comprendono l’adesione alla previdenza complementare e il versamento sul suddetto fondo di una propria quota contributiva. Le somme vengono versate periodicamente al fondo pensione dall’azienda insieme alla quota a carico del lavoratore e al TFR destinato alla previdenza complementare.
La normativa preesistente
Le forme pensionistiche complementari si distinguono principalmente in fondi pensione negoziali, fondi pensione aperti, PIP (Piani Individuali Pensionistici) e fondi pensione preesistenti.
I fondi negoziali, chiamati anche fondi di categoria o fondi chiusi, nei quali confluisce anche il suddetto contributo datoriale (salvo specifiche deroghe previste dagli accordi aziendali) nascono nell’ambito della contrattazione collettiva e sono istituiti dalle organizzazioni rappresentative dei lavoratori e dei datori di lavoro.
Il lavoratore può trasferire la propria posizione individuale da un fondo pensione a un altro, nel rispetto delle condizioni previste dalla normativa, ma il trasferimento dal fondo negoziale di categoria a un’altra forma pensionistica poteva comportare la perdita del diritto al contributo datoriale.
Infatti, prima della novità introdotta, inerente alla portabilità del contributo in oggetto, trasferire la propria posizione verso un'altra forma pensionistica poteva risultare poco conveniente per il lavoratore: cambiare fondo significava, in molti casi, rinunciare ai successivi versamenti del datore di lavoro.
Infatti, il lavoratore che decideva di trasferire la propria posizione dal fondo negoziale a un fondo pensione aperto o un PIP non collegato al proprio contratto collettivo poteva continuare a mantenere i risparmi già accumulati, ma perdere il diritto ai futuri contributi aziendali.
Dal 31 ottobre 2026 il contributo datoriale diventa portabile
La Legge di Bilancio 2026 (Legge n. 199/2025) introduce il principio della portabilità del contributo datoriale. Il lavoratore che trasferisce la propria posizione previdenziale potrà, quindi, mantenere il diritto alla contribuzione del datore di lavoro anche presso la nuova forma pensionistica, superando il precedente legame tra contributo aziendale e fondo negoziale di categoria.
La nuova disciplina prevede, in particolare, che il trasferimento possa essere effettuato dopo aver maturato almeno due anni di permanenza nella forma pensionistica inizialmente scelta. La posizione potrà essere trasferita verso un altro fondo negoziale, oppure presso un fondo pensione aperto, ovvero un PIP, senza che il trasferimento comporti costi aggiuntivi legati alla portabilità del contributo datoriale.
La modifica normativa
La novità interviene sull’articolo 14, comma 6, del decreto legislativo n. 252/2005, eliminando il precedente riferimento ai limiti e alle modalità di portabilità del contributo datoriale stabiliti dalla contrattazione collettiva. La nuova disciplina mira infatti a rendere il versamento del contributo datoriale indipendente dalla forma pensionistica scelta successivamente dal lavoratore, ampliando le possibilità di trasferimento della posizione previdenziale.
La novità valorizza in modo significativo la libertà di scelta del lavoratore. Infatti, fino ad oggi, il contributo datoriale poteva rappresentare un forte incentivo a rimanere nel fondo pensione negoziale previsto dal proprio CCNL, anche qualora un lavoratore ritenesse più adatta alle proprie esigenze un’altra forma pensionistica. Con la nuova disciplina, questo vincolo viene superato.
La scelta del fondo potrà quindi essere effettuata dando maggiore importanza alle valutazioni personali in riferimento a fattori rilavanti come i costi, le caratteristiche degli investimenti, i comparti disponibili e servizi offerti dal fondo di previdenza prescelto.
Per maggiori informazioni sulla previdenza complementare e sulle novità introdotte dalla nuova disciplina, è possibile rivolgersi alle sedi del Patronato EPAS presenti sul territorio.