Permessi Legge 104: istruzioni INPS sulla violazione dei limiti di legge e sul recupero della prestazione indebita
da "REDAZIONE EPAS" del 22/09/2026
Come noto, il decreto legislativo n. 105/2022, ha introdotto importanti novità sulle modalità di fruizione dei permessi di cui alla legge n. 104/1992 e del congedo straordinario di cui all’articolo 42, comma 5, del D.lgs. n. 151/2001.
In particolare, per quanto concerne i permessi di cui all’articolo 33 della legge n. 104/1992, le nuove disposizioni hanno eliminato il principio del “referente unico dell’assistenza”, stabilendo che fermo restando il limite complessivo di tre giorni, per l’assistenza allo stesso individuo con disabilità in situazione di gravità, il diritto può essere riconosciuto, su richiesta, a più soggetti tra quelli aventi diritto, che possono fruirne in via alternativa tra loro.
Pertanto l’INPS, con recente circolare, ha chiarito quali devono essere la modalità di fruizione dei permessi quando ci sono più lavoratori autorizzati ad assistere la stessa persona con disabilità (i tre giorni mensili restano complessivi e devono essere fruiti alternativamente tra gli aventi diritto), fornendo le relative istruzioni operative nel caso di violazione dei limiti stabiliti dalla legge.
Se vengono superati i tre giorni
L’eventuale superamento del limite complessivo di tre giorni mensili costituisce una violazione dei limiti previsti dalla legge. In questi casi trova applicazione il principio della priorità temporale. In pratica, il familiare che utilizza il permesso per primo esercita il diritto disponibile. Una volta raggiunto il limite complessivo di tre giorni, gli eventuali ulteriori permessi utilizzati dagli altri lavoratori autorizzati risultano indebiti. L’INPS procederà quindi al recupero delle somme relative ai permessi fruiti oltre il limite, nei confronti del lavoratore che li ha utilizzati successivamente all’esaurimento dei tre giorni.
Esempio
Nel mese di marzo:
Con il 25 marzo sono già stati utilizzati i tre giorni complessivi disponibili. Il giorno del 30 marzo è quindi indebito e l’INPS procederà al relativo recupero nei confronti del lavoratore B.
Se i permessi vengono utilizzati contemporaneamente
L’INPS prende in esame anche il caso in cui due o più lavoratori autorizzati utilizzino il permesso nella stessa giornata o nelle stesse ore per assistere la medesima persona. Anche questa situazione viola il principio dell’alternanza previsto dalla normativa. Poiché i lavoratori hanno esercitato il diritto contemporaneamente, non è possibile stabilire una priorità temporale tra le diverse fruizioni. In questo caso, l’indebito viene quindi suddiviso in parti uguali tra tutti i lavoratori che hanno fruito contemporaneamente del beneficio.
Esempio
Nel mese di marzo:
La giornata del 18 marzo è considerata indebita per il 50% nei confronti del lavoratore A e per il 50% nei confronti del lavoratore B. Il recupero viene quindi effettuato nei confronti di entrambi, tenendo conto del rispettivo orario di lavoro.
Necessaria la programmazione tra gli aventi diritto
La possibilità di autorizzare più familiari rende quindi necessario un coordinamento tra i lavoratori che assistono la stessa persona. L’INPS sottolinea infatti che il rispetto del limite di tre giorni e del principio di alternanza dovrebbe presupporre una pianificazione congiunta della fruizione dei permessi, in quanto il limite dei tre giorni rimane complessivo e riferito alla stessa persona con disabilità assistita. La stessa regola deve essere rispettata anche quando i permessi vengono fruiti a ore.
Pertanto, in presenza di più familiari autorizzati, è consigliabile concordare sempre preventivamente le giornate e gli orari di assistenza. Tale pianificazione dovrà evitare:
La violazione dei suddetti limiti comporterà il recupero delle somme corrisposte per la fruizione indebita.
Per ricevere assistenza, puoi rivolgerti al Patronato EPAS.