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Torna indietro    da "REDAZIONE EPAS" del 16/03/2018

APE sociale e precoci, le istruzioni dell’INPS
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I correttivi normativi sull’APE Sociale e il pensionamento per i lavoratori precoci introdotti dalla legge di bilancio per il 2018 sono stati illustrati dall’INPS con 2 circolari esplicative che purtroppo sono arrivate con un certo ritardo rispetto al giusto assolvimento degli obblighi che noi, addetti del settore, siamo tenuti a rispettare”.

Queste sono le parole del Presidente Nazionale dell’EPAS, Denis Nesci, sulle novità previdenziali presenti all’interno della Legge di Bilancio e che sono state finalmente chiarite dall’Istituto previdenziale.

In realtà, ciò che è stato fatto  dalla legge di Bilancio 2018 è l’aver ampliato le platee degli aventi diritto all’Ape sociale e alla quota 41 come lavoratore precoce; infatti non solo sono aumentate le categorie dei lavori considerati gravosi che sono passati da 11 a 15 ( includendo  gli  operai dell’agricoltura, della zootecnia e della pesca; i pescatori della pesca costiera, in acque interne, in alto mare, dipendenti o soci di cooperative; i lavoratori del settore siderurgico di prima e seconda fusione e lavoratori del vetro addetti a lavori ad alte temperature e  i marittimi imbarcati a bordo e personale viaggiante dei trasporti marini e in acque interne) ma per l’Ape sociale sono stati inseriti nella categoria dei lavoratori disoccupati, anche coloro i quali hanno  un  contratto a termine, a condizione che abbiano avuto nei 36 mesi precedenti la cessazione del rapporto, periodi di lavoro dipendente per almeno 18 mesi.

Per quanto riguarda i caregiver, se fino al 2017 l’Ape sociale era concessa solo ai lavoratori dipendenti o autonomi che assistevano, al momento della richiesta e da almeno sei mesi, il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap in situazione di gravità, da quest’anno son stati inseriti tra i beneficiari i parenti o affini di secondo grado conviventi qualora i genitori o il coniuge della persona con handicap abbiano compiuto i 70 anni oppure siano anch’essi affetti da patologie invalidanti o deceduti o mancanti. Un’altra novità interessante è quella di aver dato la possibilità alle madri lavoratrici uno sconto contributivo di 1 anno per ogni figlio fino ad un massimo di 2 anni per poter accedere all’APE sociale.

Se queste sono le novità principali per l’Ape sociale, per i lavoratori precoci (ovvero coloro che hanno lavorato prima dei 19 anni per almeno 12 mesi), valgono sia le regole concernenti i caregiver sia quelle per i lavoratori addetti alle mansioni gravose, invece, non son previste per i lavoratori disoccupati con scadenza del contratto a termine nonché il beneficio per le madri lavoratrici.

È stato inoltre chiarito l’ampliamento dell'intervallo temporale entro cui si dovrà maturare il periodo di attività richiesto nelle professioni gravose, infatti dal 1° gennaio 2018, il lavoratore deve aver svolto le predette attività in un periodo di tempo pari almeno a sei anni negli ultimi sette oppure per almeno sette anni negli ultimi dieci anni prima del pensionamento. Per gli operai agricoli, al fine di consentire la maturazione dei sei anni o dei sette anni di attività gravosa si prevede, l'equiparazione di un anno di lavoro gravoso a 156 contributi giornalieri.

Per quanto attiene l’aspetto contributivo, chi volesse accedere all'Ape sociale dovrà soddisfare un minimo di 30 anni di contributi, che salgono a 36 anni per i lavoratori impiegati nelle attività gravose. La misura resta sperimentale e durerà sino al 31 dicembre 2019, a differenza della normativa sui precoci che è di natura strutturale. Chi volesse richiedere la prestazione, dovrà avere 63 anni di età e così potrà ricevere un assegno di accompagnamento sino alla pensione di vecchiaia per 12 mesi all'anno il cui valore è pari all’importo della rata mensile della pensione calcolata al momento dell’accesso all'indennità stessa.

Troviamo assolutamente positivo aver cercato di trovare delle soluzioni percorribili ad alcune problematiche e criticità della riforma Fornero con ampliamento delle platee degli aventi diritto all’Ape sociale e alla quota 41 come lavoratore precoce-afferma il Presidente Nazionale del Patronato EPAS, Denis Nesci- soprattutto l’aver accettato e compreso che alcune categorie di lavoratori che svolgono determinate mansioni con alcune peculiarità specifiche, abbiano il diritto di andar in pensione prima rispetto ai requisiti ordinari, anche se-conclude il Presidente Nesci- crediamo con fermezza e convinzione che ancora molto e di più occorre fare per dare delle risposte soddisfacenti a chi vuol esercitare un proprio diritto”.


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