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Torna indietro    da "REDAZIONE EPAS" del 08/03/2019

Decreto legge 4/2019: prescrizione dei contributi dei dipendenti pubblici
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È stato concesso più tempo alle amministrazioni pubbliche per sistemare la posizione assicurativa dei propri dipendenti. Lo prevede l'art. 19 del Dl n.4/2019 contenente le misure in materia di pensioni e reddito di cittadinanza che nel momento in cui si scrive è ancora all'esame del Senato.

La norma ha disposto la non applicazione fino al 31 dicembre 2021 dei termini di prescrizione riferiti agli obblighi contributivi delle amministrazioni pubbliche relativi ai periodi fino al 31 dicembre 2014. In sostanza, viene sospesa la prescrizione della contribuzione omessa per un periodo più lungo.  

Tale prescrizione era stata prevista dall’art 3, commi 9-10 della Legge n. 335/1995, in cui si precisava che non potevano essere versati i contributi trascorsi 5 anni, a meno che non fosse intervenuta denuncia del lavoratore che permetteva così di estendere la prescrizione a 10 anni. La norma era stata estesa anche al pubblico impiego con un termine fissato al 1° gennaio 2020.

Ora, l’art.19 del predetto decreto-legge statuisce che gli obblighi relativi alle contribuzioni di previdenza e di assistenza sociale obbligatoria afferenti ai periodi di competenza fino al 31 dicembre 2014 non si applicano fino al 31 dicembre 2021, fatti salvi gli effetti di provvedimenti giurisdizionali passati in giudicato per i rapporti di lavoro subordinato con le amministrazioni pubbliche. Questa nuova norma approvata permette di tornare indietro nel tempo e quindi sospendere fino al 2021 tale problema. I lavoratori pubblici erano molto preoccupati per tale prescrizione, pensando che fosse un loro onere. Tale situazione si era creata poiché lo Stato aveva sia un ruolo di datore di lavoro che erogatore della prestazione previdenziale, pertanto non versava i contributi dovuti e le amministrazioni aspettavano di fare i conteggi a ridosso della pensione dei loro dipendenti.

Dopo la fusione con l’Inps è nata la preoccupazione di regolarizzare tutte le posizioni e la scadenza fissata inizialmente al primo gennaio 2019 aveva acuito tali preoccupazioni. In quel caso era stata l’Inps a chiarire che era la Pubblica Amministrazione a dover correggere le posizioni assicurative dei dipendenti pubblici a tutela dei diritti dei lavoratori stessi e con una circolare aveva precisato che i contributi prescritti non andavano persi poiché era un errore della Pubblica Amministrazione stessa. Siamo in attesa della conversione in legge de decreto, sperando che tale sospensione venga confermata ma anche estesa a tutte le casse amministrate dall'ex Inpdap.


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