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Torna indietro    da "REDAZIONE EPAS" del 31/10/2019

Legge di Bilancio, le novità per il 2020
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Salva quota 100 fino al 2021 come già era stata approvata dal decreto legge 4/2019 e confermata dalla legge n. 26/2019, così come il regime sperimentale dell’opzione donna e la cosiddetta ape sociale. Il Governo sembra aver dato il via libera a queste misure per il 2020. 
Pertanto, la quota 100 ovvero la possibilità di anticipare il pensionamento con 62 anni di età anagrafica e 38 anni di contribuzione per i lavoratori iscritti presso l'assicurazione generale obbligatoria (AGO), le gestioni speciali dei lavoratori autonomi, la gestione separata dell'INPS ed i fondi sostitutivi ed esclusivi dell'assicurazione generale obbligatoria, rimarrà fino al 2021. Coloro i quali avranno raggiunto i requisiti entro il 31 dicembre 2021, potranno pensionarsi anche successivamente cristallizzando, cioè, il diritto a pensione, senza alcuna penalizzazione, ma rimangono in vigore le finestre di attesa dalla maturazione dei requisiti di 3 mesi per i dipendenti del settore privato e di 6 mesi per quelli del settore pubblico.
Nel momento in cui si scrive, il Governo nel comunicato stampa ha confermato anche di voler prorogare per un anno ancora, l’opzione donna, il regime sperimentale che consente alle donne lavoratrici di andar in pensione con 35 anni di età contributiva e con 58 anni di età anagrafica se lavoratrici dipendenti e 59 anni se autonome, sempre con un’attesa di 12 mesi dalla maturazione dei requisiti nel primo caso e 18 mesi di finestra nel secondo caso. Quindi, anche le lavoratrici che sono nate tra gennaio e dicembre del 1961 (1960 le autonome), potranno optare per il regime sperimentale. 
Sarà prorogata anche l’Ape sociale per il 2020 ossia il sussidio economico per i lavoratori dipendenti (sia del settore pubblico che privato), gli autonomi e i parasubordinati che abbiano compiuto 63 anni e almeno 30 o 36 anni di contributi. Inizialmente la durata dell'Ape social era prevista fino a dicembre 2018, prorogata la prima volta per il 2019, confermando le platee dei lavoratori beneficiari già ampliate a partire dal 1° gennaio 2018. Lo strumento, pertanto, anche per il 2020, resta a disposizione dei lavoratori quali disoccupati, invalidi, soggetti che assistono parenti disabili, addetti a mansioni gravose, ma la residenza in Italia rimane condizione necessaria per poter accedere alla prestazione.
Nel documento di sintesi della manovra, è presente inoltre il ripristino di una mini rivalutazione degli assegni pensionistici lordi tra 1.500 e i 2.000 euro ossia compresi tra 3 e 4 volte il trattamento minimo. Oggi, questi trattamenti si rivalutano al 97%, mentre se dovesse essere approvata la legge di Bilancio, dal 2020 saranno di nuovo rivalutati al 100%.  

 


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