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Torna indietro    da "REDAZIONE EPAS" del 07/01/2021

Legge di Bilancio, le novità sul versante lavorativo e previdenziale
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La Legge di Bilancio per il 2021 ha avuto un iter parlamentare molto lungo, approvata alla Camera con la fiducia dopo la pausa natalizia e con una pioggia di emendamenti. Il ritardo nell’approvazione del Bilancio è stato rilevante, in parte motivato sicuramente dalla complessità della situazione attuale, davanti a una nuova fase acuta dell'emergenza sanitaria.

Sul versante lavorativo, molte sono le misure che per scelta governativa sono volte a garantire a lavoratori, famiglie e imprese un sostegno contro gli effetti dell’emergenza da COVID-19 e funzionali a consentire la ripartenza del Paese.

È stata prevista la decontribuzione per l'assunzione di giovani under 36, nonché di donne disoccupate e di lavoratori del settore sportivo dilettantistico e prorogati il divieto di licenziamento fino al 31 marzo 2021, sempre fino a fine marzo si confermano le deroghe su proroghe e rinnovi di contratti a termine e la cassa integrazione Covid. In questo caso, i datori di lavoro potranno presentare domanda di concessione della cassa integrazione ordinaria, dell’assegno ordinario e della cassa integrazione in deroga per una durata massima di ulteriori dodici settimane.

Se guardiamo all’ambito previdenziale, in attesa di una riforma pensionistica che dovrebbe arrivare, si spera,  nel 2021, viene confermata l’opzione donna e l’APE sociale e si introducono importanti novità in merito al contratto di espansione e per la copertura previdenziale del part time ciclico verticale. In particolare, è stato implementato il finanziamento per consentire alle imprese di minori dimensioni (almeno 500 unità lavorative) di ricorrere anche nel 2021 allo strumento del contratto di espansione interprofessionale. Questo strumento sarà attivabile anche dalle imprese con più di 500 dipendenti, che scendono a 250 nel caso in cui le stesse accompagnino le nuove assunzioni a uno scivolo per i lavoratori più vicini all’età pensionabile.

La novità di grande rilievo concerne il calcolo dell'anzianità di contribuzione pensionistica per i titolari di contratti di lavoro a tempo parziale in cui alcune settimane non sono interessate da attività lavorativa (lavoro a tempo parziale di tipo verticale e ciclico). L'intervento normativo prevede che: per i contratti di lavoro a tempo parziale in oggetto, che siano in corso dalla data di entrata in vigore della legge di Bilancio (1° gennaio 2021) o che abbiano decorrenza iniziale successiva, il numero delle settimane da includere nel computo dell'anzianità utile ai fini del diritto al trattamento pensionistico si determini rapportando il totale della contribuzione annua al minimale contributivo settimanale; per i contratti di lavoro a tempo parziale già esauriti prima della suddetta data, il riconoscimento delle settimane in oggetto è subordinato alla presentazione di apposita domanda dell'interessato, corredata da idonea documentazione.

Tra le norme che hanno ottenuto il via libera c’è  la nona salvaguardia per 2.400 esodati con un costo di 34,9 milioni per il 2021, 33,5 milioni per il 2022, 26,8 milioni per il 2023 e di ulteriori 20 milioni circa fino al 2026.

Importanti cambiamenti per gli autonomi e professionisti con l’istituzione del Fondo per l’esonero parziale dai contributi previdenziali dovuti nel 2021, con una dotazione iniziale di 1 miliardo di euro, ma si dovrà attendere un decreto, come sempre in questi casi, del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze al fine di definire i criteri e le modalità per il suo riconoscimento.

 Oltre agli sgravi contributivi al 100% per chi assume donne disoccupate, è stato previsto lo stanziamento di 50 milioni di euro per misure che favoriscano il rientro al lavoro delle madri dopo il parto, nonché confermato e  incremento da 7 a 10 giorni il  congedo obbligatorio concesso al padre lavoratore dipendente per l’anno 2021.

Sono inoltre state estese fino al 28 febbraio 2021 le misure a tutela dei lavoratori fragili e dei lavoratori con disabilità grave con equiparazione del periodo di assenza dal servizio al ricovero ospedaliero e previsione dell’esercizio dell’attività lavorativa in smart-working.

È stato incrementato il Fondo assegno universale e servizi alla famiglia di 3.012,1 milioni di euro per l'anno 2021, con l’introduzione dell’Assegno unico, che sarà esteso anche agli autonomi e agli incapienti, con entrata in vigore dal 1° luglio 2021.

Se si guarda alle norme contenute nel provvedimento, ancora tanto c’è da fare per un’Italia che sicuramente dal punto di vista economico è più debole di altri Paesi e le prospettive a medio termine sono ancora avvolte da un rilevante grado di incertezza. Il rischio che si inneschi un circolo vizioso per l’Italia è alto, da una crescita assai modesta, ampia e persistente disoccupazione, accresciuti squilibri sociali, con effetti negativi di ritorno su produzione, occupazione e disuguaglianze.


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