Bonus Anziani: l'INPS conferma l'assunzione della badante tramite i familiari
da "REDAZIONE EPAS" del 19/12/2025
Con il Messaggio n. 3514 del 2025, l’INPS ha fornito un cruciale chiarimento interpretativo sulla Prestazione Universale, la misura sperimentale nota come Bonus Anziani, introdotta dal D.Lgs. n. 29/2024 per il biennio 2025-2026.
L’intervento dell’Istituto è fondamentale per dissipare ogni dubbio sulla corretta destinazione della quota integrativa: viene infatti confermato che il beneficio è pienamente riconosciuto anche qualora il rapporto di lavoro domestico sia formalmente stipulato da un familiare, un tutore o un amministratore di sostegno che agisca in rappresentanza del beneficiario.
Partendo dall'analisi dei requisiti d'accesso, la misura si rivolge a una platea selezionata secondo criteri rigorosi e cumulativi. Il beneficiario deve aver compiuto almeno 80 anni, presentare un bisogno assistenziale gravissimo ed essere già titolare dell'indennità di accompagnamento (Legge 18/1980). A questi requisiti si aggiunge un parametro economico stringente, rappresentato da un ISEE non superiore a 6.000 euro.
La prestazione, come noto, è composta da una quota fissa che ingloba l’indennità di accompagnamento per gli invalidi civili (L. 18/1980), cioè 542,02 euro mensili, e da una quota integrativa denominata Assegno di Assistenza, che eleva il sostegno mensile di ulteriori 850 euro e assorbe eventuali contributi analoghi erogati dagli Ambiti Territoriali Sociali (ATS).
In merito all'utilizzo di quest'ultima quota, è di massima importanza sottolineare che l'assegno di assistenza è strettamente vincolato e non discrezionale. La somma, infatti, deve essere impiegata esclusivamente per remunerare il lavoro domestico (badanti) con un orario non inferiore alle 15 ore settimanali, in conformità con i CCNL di settore, oppure per l'acquisto di servizi di cura professionali non residenziali, escludendo prestazioni puramente sanitarie.
In questo quadro, il chiarimento dell’INPS snellisce le procedure e conferma che l’intestazione del contratto a un terzo, come un coniuge o un figlio, non costituisce un ostacolo. La titolarità del rapporto di lavoro può, quindi, far capo ai familiari senza compromettere l'accesso alla prestazione, a condizione che l’indirizzo di svolgimento dell’attività coincida con il domicilio del beneficiario.
Per garantire la correttezza dell'operazione, l'Istituto impone tuttavia due condizioni imprescindibili di tracciabilità: le mansioni contrattuali devono riguardare inequivocabilmente l'assistenza diretta al titolare e deve essere assolto un preciso obbligo di rendicontazione periodica.
In particolare, il beneficiario o il suo rappresentante devono trasmettere ogni tre mesi la copia dei contratti e delle buste paga quietanzate, con scadenze fissate al giorno 10 di aprile, luglio, ottobre e gennaio.
Il citato chiarimento finale da parte dell'INPS non è solo una norma procedurale, ma assume un forte significato sociale: esso dimostra la volontà dell'Istituto di adattare la normativa previdenziale alle esigenze reali delle famiglie italiane.
Riconoscere la possibilità che un parente assuma formalmente la badante per conto dell'anziano non autosufficiente semplifica le pratiche burocratiche e assicura che il sostegno economico, essenziale per garantire un’assistenza dignitosa a domicilio.
In sostanza, la circolare agevola l'accesso al beneficio, rafforzando l'impegno dello Stato nel sostegno della non autosufficienza.